Leccami la password: abitare la Rete con intelligenza femminile

EVENTIPOPPENovembre 19, 2025

Un laboratorio, una mappatura, una comunità. L’Italia femminista si racconta, finalmente, tutta insieme.

Ci risiamo — e per fortuna. Anche nel Calendario OFF della VIII edizione del Festival L’Eredità delle Donne (Firenze, 21–23 novembre 2025) torna un appuntamento firmato da chi, da un anno, sta costruendo una geografia sentimentale e politica del femminismo italiano. Dopo la residenza creativa dello scorso anno, questa volta l’esperimento è un laboratorio di lettura collaborativa (arpentage) dedicato a una questione urgente: come si abita la Rete quando a governarla sono algoritmi, piattaforme e un capitalismo digitale che ha imparato a colonizzare perfino il nostro modo di comunicare, desiderare, lavorare?

Il titolo è già un manifesto: “Leccami la password”, sottotitolo del libro Server Donne di Marzia Vaccari, testo scelto per affrontare in modo condiviso la critica femminista alla tecnologia. Un modo per rispondere alla domanda che guida #EDD2025: “Come funzionerebbe il mondo se fosse guidato dall’Intelligenza Femminile?”. L’incontro è gratuito, come dovrebbe essere la possibilità di pensare insieme.

Un evento, un anniversario, un sogno collettivo

Questo piccolo ma prezioso appuntamento non è solo un satellite del Festival: è anche un modo per festeggiare il primo anno online di www.gioialibera.it, la piattaforma del progetto gioia libera tuttə, un sogno dell’associazione culturale CCT-SeeCity (a cura di CCT studio) che dal 24 ottobre 2024 mappa e racconta l’Italia femminista.

Un anno fa l’intuizione: se una città come Prato poteva rivelarsi, grazie a un evento chiamato oltre la 194, sorprendentemente femminista, cosa sarebbe successo cercando di mappare non solo un territorio, ma tutta la costellazione femminista del Paese?

È successo che in dodici mesi sono state raccolte più di 300 realtà femministe, e altrettante attendono di essere inserite. Consultori, centri antiviolenza, collettivi, reti nazionali, librerie delle donne, festival transfemministi, case editrici indipendenti, associazioni, gruppi studenteschi, percorsi di studi di genere: un archivio vivo, in costante aggiornamento, che restituisce la capillarità e la complessità dei femminismi italiani.

Una geografia che unisce generazioni

La parte più sorprendente non sono i numeri, ma le persone: in un anno sono arrivate email da femministe di 16 anni e da altre di 78. Generazioni diverse, pratiche diverse, sensibilità diverse. Eppure un entusiasmo comune: la voglia di trovarsi, riconoscersi, entrare in relazione. Questo progetto ha già creato connessioni inattese e collaborazioni nuove. E ora si prepara alla sua fase più ambiziosa: raccontare questi luoghi e questi corpi-territori, le storie che compongono un’Italia femminista viva, plurale, spesso ignorata dall’immaginario mainstream.

Perché raccontare l’Italia femminista?

Perché il femminismo non è un’idea astratta, ma un insieme di pratiche. Perché mappare significa riconoscere l’esistenza. Perché raccontare significa generare immaginari nuovi.
E perché abbiamo bisogno di dirlo ad alta voce: esiste un’Italia femminista.

Ecco alcune delle ragioni che muovono il progetto gioia libera tuttə: contribuire alla conoscenza del femminismo nella sua pluralità teorico-pratica, valorizzare la storia e la capillarità delle realtà femministe italiane, creare strumenti che facilitino la ricerca territoriale e tematica delle organizzazioni, iispirare connessioni e rafforzare alleanze, sostenere la coprogettazione culturale e sociale, opporsi a ogni forma di fascismo attraverso la creatività dei femminismi e diffondere quella gioia liberatrice di cui parla bell hooks, una gioia che non è leggerezza ma liberazione politica.

La forza di un progetto indipendente

gioia libera tuttə è un progetto autonomo, indipendente e finora quasi interamente autofinanziato. Ha camminato fin qui grazie alle competenze di CCT studio, a qualche donazione, alla cura e alla testardaggine di chi crede davvero che un’Italia femminista vada non solo celebrata, ma costruita giorno per giorno. Ora però è il momento di crescere, di raccontare le storie raccolte, di raggiungere più persone, di far avvicinare altre generazioni, altri immaginari, altri futuri possibili. Per questo nasce il primo crowdfunding: gioia libera tuttə 2026.

Un invito semplice: ci aiuti a mappare e raccontare l’Italia femminista?
Ogni donazione libera all’associazione culturale che porta avanti il progetto mantiene viva la piattaforma, ma soprattutto alimenta le future storie, ricerche, interviste, laboratori. Alimenta la possibilità di costruire un archivio del presente, un atlante di pratiche, un mondo in cui nessuna resti sola.

Una password per entrare in un’altra Rete

Il laboratorio “Leccami la password” non è solo un gioco di parole. È un gesto politico: per ricordarci che possiamo immaginare un modo diverso di stare online. Un modo femminista, collettivo, consapevole.
Una password che non protegge un contenuto, ma apre uno spazio. È così che comincia anche un’altra Italia: mappandola. Un’Italia femminista, finalmente visibile. E questa sì, è una buona notizia.

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