
Martedì 17 giugno 2025, alle ore 18:30, VOGA Art Project ospita un appuntamento speciale con Arabpop, la rivista culturale semestrale che dal 2021 racconta le arti e le letterature contemporanee del mondo arabo, attraverso una lente viva, polifonica e in continua evoluzione.
Edita da Tamu Edizioni, Arabpop è molto più di una rivista: è uno spazio di traduzione e mediazione culturale, di racconto e contro-narrazione. Ad ogni uscita – in formato cartaceo e digitale – Arabpop compone un mosaico di testi letterari inediti, poesia, graphic novel, illustrazioni, reportage fotografici, playlist musicali, recensioni e saggi. Un ponte che tiene insieme estetica e politica, arte e resistenza, radici e contemporaneità.
Il numero 8, presentato a Bari, è dedicato al tema Cose. Un titolo solo apparentemente semplice, che si rivela subito pretesto per un cambio di sguardo: partire dagli oggetti – materiali o immateriali – per risalire a genealogie, mutamenti, simboli e conflitti. In queste pagine si parla di cose che sfuggono alla propria fisicità per caricarsi di senso: come le pietre della resistenza palestinese, gli utensili quotidiani reinventati in tempo di guerra, o i tessuti che raccontano un’identità. Le “cose” diventano storie, atti politici, tracce di memoria e di sopravvivenza.
In particolare, Cose attraversa geografie diverse – dal Marocco alla Siria, da Gaza a Tunisi – e include il dossier Un’eternità disfatta, un focus intenso sulla Siria e sulla forza della scrittura come strumento per contrastare l’oblio, resistere alla repressione, salvare l’archivio della memoria.
Ospite dell’incontro sarà Silvia Moresi, arabista, traduttrice e co-fondatrice della rivista. Docente di Mediazione della lingua araba e Cultura araba presso la SSML Carlo Bo, Moresi è tra le voci italiane più autorevoli nella diffusione della letteratura araba contemporanea. Sua la traduzione di raccolte poetiche fondamentali, tra cui quelle di Mahmud Darwish e Nizar Qabbani, e la curatela del volume collettivo Arabpop. Arte e letteratura in rivolta dai Paesi arabi (Mimesis, 2020).
L’appuntamento del 17 giugno è un invito a scardinare l’orientalismo superficiale per entrare davvero in relazione con le parole, le immagini e i gesti che – attraverso Arabpop – ci raccontano un mondo arabo vivo, plurale e in movimento.
Ingresso libero.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.