GREENLAND BLURRING: L’arte che lascia parlare il ghiaccio

MostreMaggio 27, 2025

All’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, fino al 6 giugno 2025, è visitabile GREENLAND BLURRING – Art, Science and Climate Change in the Polar Lands, la mostra personale dell’artista italiano Roberto Ghezzi, a cura di Mara Predicatori. Un’esposizione che intreccia arte contemporanea, scienza e attivismo climatico, portando lo spettatore nelle terre estreme dell’Artico per ascoltare – letteralmente – la voce del ghiaccio che si scioglie.

Il progetto nasce da anni di ricerca che Ghezzi ha condotto tra la Groenlandia e le isole Svalbard, in collaborazione con il CNR ISP – Istituto di Scienze Polari e, per questa mostra, con il sostegno di Palazzo Lucarini Contemporary, Cartiera Magnani Pescia e Phoresta ETS. L’esposizione è anche il frutto di una sinergia culturale tra Italia e Danimarca, che trova forma e senso nella volontà condivisa di raccontare l’emergenza climatica attraverso linguaggi nuovi, capaci di commuovere, interrogare, provocare.

Al centro della mostra ci sono le opere nate da due residenze artistiche polari: a Tassilaq, in Groenlandia, presso The Red House di Robert Pieroni (2022), e alle isole Svalbard, presso lo Spitsbergen Artists Center (2023). Due esperienze profondamente diverse, ma accomunate da un metodo radicale e poetico: Ghezzi, con un approccio quasi ascetico, si ritrae, lasciando che siano gli elementi naturali – il ghiaccio, l’acqua, il vento – a creare l’opera.

In Groenlandia, il risultato sono cianotipie da dilavamento, impronte evanescenti lasciate dall’acqua di fusione. In Norvegia, l’artista ha affidato piccole videocamere ai rivoli di ghiaccio che si scioglievano: il risultato è un video-installazione immersiva, costruita dal montaggio di immagini raccolte in movimento, come se fosse la natura stessa a filmare la propria trasformazione.

La mostra documenta anche il processo: taccuini, appunti visivi, fotografie, mappe e strumenti, che ci accompagnano nel dietro le quinte di una ricerca artistica che è anche documentazione scientifica. I materiali raccolti, non manipolati, diventano campioni visivi, segni autentici del passaggio della natura sul supporto, e – come sottolinea la dott.ssa Fabiana Corami del CNR – offrono anche dati potenzialmente rilevanti per la ricerca climatica.

GREENLAND BLURRING non è solo una mostra: è un invito all’ascolto, un’immersione in un paesaggio fragile e potente, e un monito silenzioso ma eloquente. Davanti alle opere di Ghezzi, ci si sente piccoli e interrogati. Il ghiaccio parla. Sta a noi ascoltarlo.

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