
“Non è reale” di Andrea Laszlo De Simone continua a trasformarsi. Dopo la versione firmata da Mabe Fratti, arriva il rework realizzato da Malik Djoudi, uscito il 13 marzo. Il brano, tra i più riconoscibili di “Una lunghissima ombra”, cambia ancora direzione. Djoudi interviene senza stravolgere la struttura, ma lavorando sul ritmo e sulla costruzione sonora. La sua voce, in francese, si intreccia con quella originale, creando un dialogo che modifica l’equilibrio del pezzo.
La nuova versione sposta il baricentro verso una dimensione più elettronica. Il tempo si fa più marcato, la scrittura resta sospesa ma acquista una nuova spinta. Il risultato è un brano che mantiene la sua identità, ma con un andamento diverso.
«Ho cercato di preservare l’anima della canzone; ne ho cambiato il battito. Ho cercato la calma, ma anche l’urgenza, orientandolo verso il mondo del clubbing. Ho voluto aggiungere la mia voce per creare un incontro fisico e intimo con la voce di Andrea, così che i nostri due mondi potessero diventare uno. Quello che amo della musica di Andrea è il suo modo di rendere luminosa la malinconia», spiega Djoudi.
Il rework è stato realizzato insieme ai musicisti Adrien Eudeline, Gérard Black e Jocelyn Mienniel, con mix di Bastien Doremus.
Questa nuova versione entra in “Una lunghissima ombra (reframed)”, una raccolta aperta che riunisce riletture dei brani dell’album da parte di artisti provenienti da contesti diversi. Il progetto amplia il lavoro originale e ne mette in evidenza la capacità di adattarsi a linguaggi differenti.
A diversi mesi dall’uscita del disco, continuano anche le proiezioni dell’opera, che hanno già coinvolto circa 10mila spettatori tra Italia e estero.
Il calendario prosegue nei prossimi giorni con nuove tappe. Il 28 marzo il progetto arriva a Lecce, al CineClub Giuseppe Bartolucci, seguito il 30 marzo da Prato e il 2 aprile da Perugia. L’11 aprile è previsto un appuntamento a Lisbona, mentre a maggio il progetto sarà in Nantes e a Cassuejouls.
Accanto alle proiezioni, torna anche l’installazione immersiva già presentata a Angelo Mai. L’esperienza prevede un ascolto spazializzato dell’album e la visione delle 17 inquadrature fisse che compongono l’opera.
L’installazione sarà a Pordenone il 18 e 19 aprile, all’interno di Sexto, e successivamente ad Aix-en-Provence presso la Fondation Vasarely, tra il 25 e il 27 aprile.
Il percorso legato a “Una lunghissima ombra” continua così su più livelli, tra musica, immagini e nuovi interventi sonori che ne modificano progressivamente la forma.
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.