
Il commento della prima parte del programma più atteso del giovedì
La prima parte del Live di X Factor ha avuto un secondo spettacolo, parallelo alla gara: quello dei giudici. Francesco Gabbani ha tenuto testa a più di un confronto, con argomentazioni che hanno acceso la serata senza togliere spazio alle esibizioni. Ecco il nostro primo giro di impressioni.
Ad aprire la gara sono i Mad-Dog, la band guidata da Paola Iezzi, alle prese con Mrs. Robinson di Simon & Garfunkel. Un brano che ha attraversato generazioni e che sul palco si porta dietro una domanda: per qualche momento, nel microfono, si è sentita una presenza misteriosa. Effetto voluto o piccolo fantasma del Live? Il dubbio resta, mentre la band affronta una prova ambiziosa.
Poi arriva ALÌA con Hola (I Say), il brano di Marco Mengoni e Tom Walker. La performance offre spunti interessanti, ma l’attenzione finisce spesso sui tacchi: tra immagini e commenti, si parla anche di come camminarci. Perché? Anche quando il tema è trattato con leggerezza, il cliché è dietro l’angolo. Jake La Furia liquida la questione come poco importante: una risposta che, da lui, ci aspettavamo.
La temperatura sale con gli Scraffs e Charlie fa surf dei Baustelle. Al tavolo si apre una baruffa tra Gabbani e Paola Iezzi, mentre il confronto si sposta sugli aspetti tecnici dell’esibizione. La canzone, con il suo immaginario ribelle, porta sul palco un pezzo riconoscibile e discusso: stavolta il commento dei giudici diventa parte dello show.
Con Lenanie cambia il tono. La sua rilettura di C’è tempo di Ivano Fossati conquista i giudici e apre un nuovo confronto, questa volta tra Gabbani e Irama. Irama chiama in causa Guccini e affida a Fossati, almeno indirettamente, il compito di dire la sua. La musica finisce così dentro una discussione più ampia su interpretazione, cantautorato e libertà di lettura.
Giacomo Calò arriva con un mash-up di Diavolo in me e X colpa di chi? di Zucchero. C’è potenza, c’è energia e c’è un palco che sembra fatto apposta per lui. Che cosa gli si può dire? Poco, lui spacca. E poi anche i giudici riconoscono che si è lasciato trascinare da Teo Bok, compagno di squadra e presenza contagiosa.
A chiudere questa prima ricognizione c’è Patrizia, con i suoi “occhi della tigre” e una prova da standing ovation della prima puntata. È una delle voci di punta di questa edizione e con UNETHICAL, brano del 2025 della cantautrice canadese-marocchina Faouzia, canta con sicurezza e personalità. Noi la preferiamo quando lascia esplodere il caos, più che nelle pose statiche; Gabbani, invece, la vorrebbe più elegante. Anche qui, naturalmente, il dibattito è aperto.
Ora spazio a Meek e al resto della gara.

Dalla tribou di Zazibou






