
Il trio berlinese torna il 21 ottobre con il terzo lavoro discografico, un viaggio tra rock psichedelico, elettronica e sperimentazione che esplora le contraddizioni del desiderio.
Il desiderio può diventare una forza creativa, un’ossessione o una promessa pericolosa. È attorno a questa tensione che gli Atomic Fruit costruiscono Serpentine, il terzo album in uscita il 21 ottobre 2026, un lavoro che attraversa territori musicali differenti e racconta l’evoluzione di una delle realtà più interessanti della scena underground berlinese.
Formato da Martin Lundfall, Raphaël Giraldi e Federico Lenzi, rispettivamente di origini svedesi, francesi e italiane, il trio torna dopo Sketches of the Moon del 2025 con un progetto che amplia ulteriormente il proprio universo sonoro. Registrato e prodotto in gran parte autonomamente, nell’arco di un periodo più lungo rispetto ai lavori precedenti, il disco nasce dalla volontà di lasciare maggiore libertà alle composizioni, permettendo ai brani di svilupparsi attraverso sperimentazioni e cambiamenti di direzione.
Il risultato è un album articolato attorno a tre dimensioni che la band definisce “The Fast, The Slow and The Ugly”, ciascuna espressione di una diversa attitudine musicale. La componente più veloce emerge in brani come In The Faces Of Strangers, Cheek Bone Samba e The Future (Proves Me Right), concepiti per restituire l’energia dei concerti e il rapporto diretto con il pubblico. È proprio durante il tour del precedente album che gli Atomic Fruit hanno maturato il desiderio di sviluppare una scrittura più immediata, pensata per trovare sul palco la propria dimensione naturale.
Con Medicine, Hit The Ground e la title track Serpentine, il suono si sposta invece verso atmosfere più oscure, dominate dall’elettronica e da una tensione quasi cinematografica. Qui convivono le suggestioni della scena berlinese e le influenze trip hop di Bristol, in un equilibrio tra inquietudine e introspezione che rappresenta uno degli aspetti più riconoscibili dell’identità del gruppo.
La terza dimensione, quella più abrasiva e sperimentale, prende forma in Closure, Don’t Get Me Wrong e Carcosa, composizioni che si allontanano dalle strutture tradizionali per esplorare ritmi irregolari e soluzioni sonore imprevedibili. Una ricerca che riflette l’interesse della band per la contaminazione tra generi, dal rock psichedelico alla jungle, passando per il desert rock e le possibilità espressive dei sintetizzatori analogici.
A tenere insieme queste differenti anime è il tema del desiderio inteso come forza ambivalente, in grado di alimentare la ricerca di amore, libertà e trasformazione, ma anche di trasformarsi in una pulsione totalizzante. Il concetto trova la sua espressione più evidente in Serpentine, dove il desiderio assume le sembianze di una divinità serpente, contemporaneamente protettiva e minacciosa, che promette di esaudire le aspirazioni umane in cambio di una resa completa.
Dietro il brano si nasconde anche un episodio personale vissuto da Martin Lundfall. Durante un’arrampicata in Grecia, il musicista si è ritrovato a grande altezza su una parete rocciosa, sopraffatto dalla paura. Per ritrovare la calma ha iniziato a cantare tra sé e sé proprio Serpentine, trasformando la canzone in una sorta di ninna nanna. Un’esperienza che restituisce il significato più profondo del disco, sospeso tra attrazione e pericolo, conforto e inquietudine.
La trasformazione, del resto, accompagna gli Atomic Fruit fin dalla scelta del nome, ispirato all’Atomic Gardening, una pratica sperimentale degli anni Cinquanta che utilizzava le radiazioni per provocare mutazioni nelle piante. Una metafora che descrive il percorso musicale del gruppo, nato nel 2021 dopo un incontro casuale a un concerto dei SUUNS e rapidamente affermatosi nella scena alternativa di Berlino grazie a esibizioni dal vivo particolarmente intense.
Dopo l’esordio con Play Dough nel 2023 e le atmosfere introspettive di Sketches of the Moon, caratterizzate anche da suggestioni cinematografiche vicine all’immaginario di David Lynch, Serpentine segna una nuova fase artistica, maturata anche in seguito al passaggio dalla formazione originaria di quattro elementi all’attuale trio.
Il nuovo album sarà presentato ufficialmente il 24 ottobre a Berlino, con un release party al Baketown insieme ai Planet Opal, prima di proseguire con le successive date del The Future Tour, che toccherà diverse città europee, tra cui Lipsia, Monaco e Praga.
Con Serpentine, gli Atomic Fruit proseguono dunque un percorso musicale fondato sulla continua evoluzione, lasciando che siano le contraddizioni del desiderio a guidare una scrittura sempre più libera e imprevedibile.

Dalla tribou di Zazibou






