
A pochi mesi dalle prime anticipazioni del loro terzo lavoro discografico, atteso nel 2026, gli Atomic Fruit tornano a sorprendere con Cheek Bone Samba. Un brano che segna un passaggio deciso nella traiettoria del trio berlinese, aprendo a un territorio in cui il ritmo diventa motore centrale e principio organizzatore dell’intero paesaggio sonoro.
Dopo le atmosfere desertiche di Hit The Ground e l’introspezione magnetica di Medicine, Cheek Bone Samba rappresenta una svolta evidente. Il titolo, che richiama ironicamente l’immaginario esotico della samba, funziona in realtà come un eufemismo, un gioco di allusioni che racchiude il cuore concettuale del brano. Come spiegato dalla band, il riferimento è a uno scambio implicito, a un patto sospeso che attraversa il ritornello e ne alimenta la tensione:
«I’ll give you everything you want upon a silver platter, all I want of you is in return».
Una promessa in equilibrio precario tra desiderio e aspettativa, che non trova mai una vera risoluzione ma continua a vibrare sotto la superficie della canzone. È proprio da questa tensione luminosa che nasce il suono del pezzo: una linea di basso fuzzed trascina l’ascolto in una spirale di movimento continuo, mentre batteria e chitarra si rincorrono costruendo una trama fatta di ritorni improvvisi e deviazioni, come passi che si spostano su una pista immaginaria.
Le influenze afro-cubane affiorano in modo sottile, intrecciandosi alla cifra psichedelica della band e richiamando l’approccio libero e visionario di Shintaro Sakamoto. Il risultato è una canzone che cattura l’euforia del partire, quell’istante preciso in cui si lascia ciò che è familiare per entrare in qualcosa di nuovo e sconosciuto. Un viaggio che non promette certezze, ma movimento continuo.
Questa natura dinamica emerge con forza anche nella dimensione live. Cheek Bone Samba si è imposta fin da subito come uno dei momenti più coinvolgenti dei concerti degli Atomic Fruit, grazie a una struttura aperta che sul palco si presta alla dilatazione e all’improvvisazione, favorendo un dialogo diretto con il pubblico.
Il singolo rappresenta così un ulteriore tassello che amplia il vocabolario sonoro della band, confermandone la capacità di muoversi con assoluta libertà tra psichedelia, groove e sperimentazione. Un invito all’abbandono e al movimento, che accompagna l’ascoltatore verso territori ancora da esplorare e lascia intuire le molteplici direzioni del prossimo album.
Gli Atomic Fruit sono una band berlinese formata da musicisti provenienti da Svezia, Francia e Italia. Attivi dal 2021, combinano rock psichedelico e sognante con ritmi elettronici e paesaggi sonori immersivi. Dopo l’esordio con Play Dough (2023) e il secondo album Sketches of the Moon (2025), accolto con grande interesse sulle piattaforme di streaming e nei circuiti live europei, il trio continua a costruire un percorso coerente e in costante evoluzione. Cheek Bone Samba è il nuovo capitolo di questo viaggio, e il primo segnale concreto di ciò che verrà.

Dalla tribou di Zazibou