Lasciar andare, restando radicati

LifestyleOttobre 6, 2026

Le foglie cadono dal mio albero del cuore, che ho qui di fronte a me e, come ogni anno, mi fanno pensare. L’autunno viene raccontato come la stagione in cui tutto si ferma e tutto muore, mentre si aspetta la primavera con il fiato sospeso. Eppure l’albero non si sta arrendendo: lascia andare ciò che è stato, perché solo così può fare spazio a ciò che verrà.

Quelle foglie sono state preziose. Hanno raccolto la luce, hanno accompagnato la crescita di un’intera stagione e, di sicuro, hanno prodotto frutti. Ma ogni cosa ha il suo tempo, e restare aggrappati a ciò che ha già compiuto la sua funzione non è fedeltà, è solo fatica. Lo stesso vale per noi, che portiamo addosso un passato fatto di esperienze, abitudini e relazioni che ci hanno portato a diventare chi siamo. Non vanno rinnegate, vanno ringraziate, e poi lasciate andare, perché il nuovo ha bisogno di spazio per prepararsi.

Il ciclo della natura ha tanto da insegnarci: ci mostra che esiste un ritmo, fatto di tempi per dare, per lasciare e per attendere, e che rispettarlo non è passività ma saggezza.

Lasciar andare, quindi, non vuol dire perdersi. L’albero spoglio resta perfettamente se stesso, perché le sue radici sono lì, ben piantate, a dargli forza, sostegno e linfa vitale. Allo stesso modo, la nostra stabilità, la presenza a noi stessi e la coerenza con ciò in cui crediamo non cadono. Sono proprio loro a permetterci di lasciare andare senza paura, perché sappiamo che reggeranno anche il nuovo.

Quest’anno, allora, niente fiato sospeso. Lasciamo cadere alle nostre spalle ciò che è stato ed apriamoci al nuovo, sempre fiduciosi nelle radici.

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