
Il nuovo singolo anticipa “All’ombra dei fanciulli in fiore”, il decimo album della formazione guidata da Riccardo Prencipe, in uscita il 27 novembre. Un brano tra neofolk, memoria e riflessione sul nichilismo contemporaneo.
Che cosa resta di una generazione quando vengono meno l’entusiasmo, gli ideali e la voglia di immaginare il futuro? Da questa domanda prende forma Senza Vento, il nuovo singolo dei Corde Oblique, pubblicato il 9 ottobre e realizzato insieme ad Andrea Chimenti, una delle voci più riconoscibili della New Wave e del rock d’autore italiano.
Il brano è il secondo estratto da All’ombra dei fanciulli in fiore, il decimo album in studio del progetto musicale fondato dal chitarrista e storico dell’arte Riccardo Prencipe, atteso per il 27 novembre 2026 su etichetta Dark Vinyl Records.
L’incontro con Chimenti, già voce dei Moda e protagonista della scena musicale fiorentina degli anni Ottanta, aggiunge una dimensione interpretativa alla scrittura dei Corde Oblique, da sempre sospesa tra suggestioni neofolk, atmosfere dark-ambient e riferimenti alla storia dell’arte.
Il vento del titolo è quello che dovrebbe spingere verso il cambiamento, alimentare desideri e sostenere le aspirazioni individuali e collettive. La sua assenza diventa una metafora della contemporaneità, segnata da un progressivo impoverimento degli slanci ideali e da un disincanto che sembra aver sostituito l’energia delle generazioni precedenti.
«L’assenza di vento è assenza di spinta e di slanci», spiega Riccardo Prencipe. «La mancanza di entusiasmo, la perdita di idealismo e il nichilismo della nuova generazione mi hanno ispirato queste suggestioni, spingendomi a tradurre in musica questo vuoto pneumatico».
Il confronto con gli anni Ottanta e Novanta non assume soltanto i contorni della nostalgia. Diventa piuttosto un’occasione per interrogarsi sulle trasformazioni della sensibilità collettiva, sul rapporto con il futuro e sulla difficoltà di riconoscere nuovi orizzonti.
In questa prospettiva, Senza Vento racconta una condizione emotiva prima ancora che generazionale. La voce di Andrea Chimenti restituisce profondità a un testo che alterna disillusione e ricerca di punti di riferimento, senza rinunciare a una dimensione poetica.
Uno degli aspetti più interessanti del brano riguarda la costruzione del suo immaginario, nel quale convivono riferimenti psicoanalitici, suggestioni artistiche e frammenti autobiografici.
Il testo richiama il cosiddetto rocchetto dell’abbandono, riferimento al gioco del Fort-Da descritto da Sigmund Freud. Attraverso l’osservazione del nipote, lo psicoanalista aveva individuato nel gesto ripetuto di far scomparire e ricomparire un oggetto una possibile modalità di elaborazione dell’assenza.
Nella scrittura di Prencipe, questo riferimento diventa una rappresentazione della perdita e del tentativo di reagire a ciò che sfugge al controllo individuale.
Accanto alla psicoanalisi compare la storia dell’arte, elemento fondante dell’identità dei Corde Oblique. Il riferimento all’«albero di Anagni» rimanda alla celebre cripta della città laziale, con il suo patrimonio pittorico medievale e la ricchezza cromatica delle decorazioni.
L’arte non rappresenta soltanto una citazione colta, ma assume il valore di un riferimento stabile in un presente percepito come incerto.
A questa dimensione si aggiungono gli affetti familiari e l’amore. Il rapporto con il padre, evocato attraverso il verso «ogni volta che torno, respiriamo insieme», introduce una componente intima che si contrappone alla perdita di orientamento descritta nel brano.
La risposta al nichilismo, dunque, non coincide con una soluzione collettiva o con una dichiarazione programmatica. Prende forma nella memoria, nei legami e nella possibilità di riconoscere ancora la bellezza.
Senza Vento anticipa All’ombra dei fanciulli in fiore, decimo lavoro discografico dei Corde Oblique, la cui pubblicazione è prevista per il 27 novembre in formato fisico e digitale.
L’album è stato registrato a Napoli presso gli Splash Studio di Peppino di Capri, mixato da Massimo Aluzzi e masterizzato agli Abbey Road Studios di Londra da Alex Wharton.
Il progetto prosegue il percorso musicale e culturale sviluppato negli anni da Riccardo Prencipe, nel quale la ricerca sonora dialoga costantemente con l’iconografia, il patrimonio storico-artistico e la memoria dei luoghi.
La formazione comprende Riccardo Prencipe alle chitarre classica ed elettrica, Alfredo Notarloberti al violino, Alessio Sica alla batteria, Umberto Lepore al basso e Rita Saviano alla voce.
In attesa dell’uscita dell’album, i Corde Oblique saranno impegnati in una serie di appuntamenti dal vivo. Il 24 ottobre si esibiranno allo Schwarzer Herbst Festival di Löbau, in Germania, mentre il 5 novembre, alle 19.30, è previsto un listening party alla Fonoteca di Napoli. Seguiranno il concerto del 20 novembre al Teatro Bolivar di Napoli e quello del 21 novembre all’Improve di Castelfranco Veneto.
Il singolo è accompagnato da un videoclip ufficiale, già disponibile su YouTube, e può essere ascoltato sulle principali piattaforme digitali.
Con Senza Vento, i Corde Oblique affidano alla musica una riflessione sul rapporto tra passato e presente, tra ciò che una generazione ha immaginato e ciò che quella successiva fatica a desiderare. Un racconto in cui la perdita dello slancio non coincide necessariamente con la rinuncia, ma apre alla ricerca di nuove forme di resistenza emotiva, affidate all’arte, alla memoria e agli affetti.

Dalla tribou di Zazibou






