
Quanto siamo davvero diversi dagli altri? E quanto, invece, fragilità, relazioni e paure finiscono per renderci molto più simili di quanto vorremmo ammettere? Parte da questa contraddizione Estranei dall’esterno, per sempre uguali, il secondo album del cantautore calabrese Francesco Pintus, disponibile dal 2 ottobre sulle piattaforme digitali.
Nove brani costruiscono un disco che osserva soprattutto le relazioni e il modo in cui il confronto con gli altri modifica la percezione di noi stessi. Un lavoro che mantiene una matrice cantautorale, ma amplia il proprio territorio sonoro muovendosi tra folk, pop alternativo, elettronica e incursioni nella bossa nova.
Il titolo contiene già buona parte del senso dell’album: osservate dall’esterno, le persone possono apparire distanti, estranee, irriducibili l’una all’altra. Avvicinandosi, però, emergono fragilità, desideri, insicurezze e meccanismi emotivi che tendono continuamente a ripetersi.
È proprio questa tensione tra unicità e somiglianza a tenere insieme le nove tracce, nonostante le differenti direzioni musicali. La title track Estranei dall’esterno, per sempre uguali, scritta per ultima, sintetizza il concept del progetto e ragiona sulla distanza apparente che separa le persone.
Nitidezza parte invece dalle imperfezioni e dalla possibilità di accettarle senza trasformarle necessariamente in qualcosa da correggere. Non ti sorpasso mai, scelta come focus track dell’album, porta il discorso sul terreno delle relazioni vissute come competizioni: una ballad che parte da atmosfere folk e si apre progressivamente verso sonorità alternative.
In Se l’ipotesi diventa una forma di protezione, uno spazio nel quale rimandare risposte e verità. Mare in piena sposta il racconto verso una dimensione più intima ed elettronica, soffermandosi sui momenti nei quali il rapporto con il proprio passato e con le proprie mancanze rischia di occupare tutto lo spazio disponibile.
Con Nuvole arriva invece il tema del distacco: lasciare andare qualcosa a cui si è profondamente legati quando quel legame smette di fare bene. Combinazione guarda all’amore come relazione e appartenenza, contrapponendolo a una società sempre più orientata verso l’individualismo.
Una delle deviazioni musicali più evidenti arriva con Da ora in poi, costruita tra ritmi bossa nova e sonorità alternative a partire da un testo scritto durante la pandemia. Al centro torna la necessità della relazione e dello stare insieme agli altri, diventata particolarmente evidente durante i mesi dell’isolamento.
A chiudere il disco è Il tuo profilo è un limite, brano costruito come un lungo loop nel quale gli strati di chitarre acustiche si moltiplicano progressivamente. Più che cercare risposte definitive, la canzone lascia aperte domande e possibilità.
Nato a Scalea e trasferitosi successivamente a Milano, Francesco Pintus pubblica le prime canzoni nel 2019. Il debutto discografico arriva con Inverni, nove brani costruiti soprattutto intorno alle chitarre acustiche e legati alla tradizione del cantautorato italiano. Negli anni successivi porta il progetto dal vivo in oltre trenta date e apre concerti di artisti come Giorgio Poi, Mobrici, Nicolò Carnesi, Maria Antonietta, Dutch Nazari e Lorenzo Kruger.
Con Estranei dall’esterno, per sempre uguali quella matrice rimane riconoscibile, ma viene spostata verso una dimensione più sperimentale. Il risultato è un disco che utilizza le relazioni come specchio: nove modi differenti di osservare gli altri per provare, alla fine, a capire qualcosa in più di sé stessi.

Dalla tribou di Zazibou






