“Spleen”, l’esordio di Utopia tra pop punk e inquietudine generazionale

STAZIONE MUSICASettembre 18, 2026

Precarietà, aspettative, relazioni che cambiano e quella sensazione persistente di correre senza arrivare davvero da nessuna parte. Utopia parte dal disagio di una generazione per costruire Spleen, il suo primo album, in uscita il 23 ottobre 2026 per Gotha Music.

Dietro il progetto c’è Samuele Galato, classe 2001 e originario della provincia di Bergamo. Per il debutto sulla lunga distanza sceglie nove tracce che si muovono tra pop punk, alternative rock ed elettronica, recuperando l’urgenza del punk-pop dei primi anni Duemila e portandola dentro ansie decisamente contemporanee.

Il titolo prende in prestito lo spleen reso celebre da Baudelaire: una malinconia difficile da ricondurre a una causa precisa, un’inquietudine che finisce per contaminare la quotidianità. Nell’album di Utopia, però, quello stato diventa soprattutto il punto che precede una reazione. La frustrazione accumulata si trasforma nella necessità di cambiare qualcosa.

Dentro Spleen entrano così il lavoro, la pressione sociale, le relazioni e la ricerca di un’identità mentre intorno sembra prevalere la richiesta di adeguarsi. Il filo che tiene insieme il disco è proprio il conflitto tra appartenenza e libertà, raccontato alternando rabbia, ironia e momenti più fragili.

Ad aprire la tracklist è Aldilà, brano che prende di mira ipocrisie e maschere sociali attraverso figure quotidiane, dal capo alla vicina di casa. In Uccidimi il confronto diventa generazionale e mette uno di fronte all’altro chi prova ancora a immaginare il proprio futuro e un mondo adulto che sembra aver rinunciato a farlo.

Con Stupido entrano invece l’autocritica e il disorientamento, accompagnati da riferimenti a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde e alla Metamorfosi di Kafka. Ponte Levatoio trasforma l’incomunicabilità in un immaginario di castelli, scudi e draghi, mentre Anime Rotte torna sul divario tra ciò che si vorrebbe diventare e quello che gli altri si aspettano.

Al centro arriva la title track. Spleen mescola pop alternativo ed elettronica e condensa il senso dell’intero progetto nell’immagine di una corsa continua che sembra lasciare tutti nello stesso punto. È qui che lavoro, pressione sociale e perdita di direzione convergono nella fotografia generazionale cercata da Utopia.

Il percorso si chiude con La fine dei giochi, dedicata alla crescita e al momento in cui alcune certezze iniziano a scomparire. Diventare adulti significa anche fare i conti con relazioni che cambiano e con gli spazi lasciati vuoti.

L’album arriva dopo l’EP Insomnia, pubblicato nel 2023, e una serie di singoli che ne hanno progressivamente anticipato il suono, da Aldilà e Anime Rotte a Stupido, Nulla X Sempre e Ponte Levatoio.

Spleen prova così a dare una forma musicale a un’inquietudine diffusa. Non per risolverla, quanto per trasformarla in qualcosa da raccontare. Perché a volte sentirsi fuori posto può diventare proprio il punto da cui cominciare a cercarne uno nuovo.

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