
Dal 14 al 18 maggio torna al Lingotto Fiere il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, giunto alla XXXVIII edizione. Un appuntamento che continua a crescere nei numeri e nella proposta: 147 mila metri quadrati espositivi, oltre 500 stand, 1250 marchi editoriali, 70 sale e più di 2.700 eventi, a cui si aggiungono altri 500 appuntamenti diffusi in città con il Salone Off.
La direzione di Annalena Benini costruisce un’edizione che prende il titolo da un’opera di Elsa Morante: Il mondo salvato dai ragazzini. Una scelta che orienta tutto il programma verso uno sguardo aperto, capace di immaginare il futuro a partire dalle nuove generazioni. Non uno slogan, ma una prospettiva: affidare alle parole, alla letteratura e all’incontro la possibilità di leggere il presente e trasformarlo.
Gli spazi del Lingotto si ampliano e si riorganizzano. Ai padiglioni storici si affianca il consolidamento del padiglione 4, dedicato alla formazione e allo scambio tra generazioni, cuore delle attività del Bookstock. L’Arena, per la prima volta autonoma, dialoga con una nuova piazza coperta pensata per rendere più fluidi i percorsi. Novità anche all’esterno, con il debutto del Padiglione 5: nei primi giorni accoglierà l’Area Business, poi si trasformerà nel Club, spazio dedicato alla stand-up e ai nuovi linguaggi.
Resta centrale la dimensione professionale, con il ritorno del Rights Centre, che dal 13 al 15 maggio riunirà oltre 500 operatori internazionali per la compravendita dei diritti editoriali e audiovisivi. Si rafforza anche il Publishers Centre, con incontri tra editori, librai e creator, segno di un settore che continua a interrogarsi sui nuovi modelli di diffusione e racconto.
Il programma si muove su nove sezioni tematiche, affidate a scrittori e intellettuali. Tra queste, spicca proprio Il mondo salvato dai ragazzini, curata da un gruppo di giovani, che porta al centro temi come lavoro, relazioni, periferie e intelligenza artificiale. Accanto, percorsi dedicati all’arte, al cinema, all’informazione, alla crescita, fino alla leggerezza e al romance, a testimoniare la varietà di linguaggi che oggi attraversano la cultura contemporanea.
Non mancano gli ospiti internazionali: da David Grossman a Emmanuel Carrère, da Irvine Welsh a Valeria Luiselli, insieme a molte altre voci che compongono una mappa ampia della narrativa mondiale.
Tra gli eventi più attesi, la “Notte eretica” di Alessandro Baricco, in programma il 14 maggio: un format ibrido tra racconto e musica, costruito ogni volta in modo diverso, che qui coinvolgerà orchestra, ensemble vocale e dj.
L’edizione 2026 accoglie inoltre l’Umbria come regione ospite e la Grecia come paese ospite, rafforzando il dialogo tra territori e culture. Il manifesto, firmato da Gabriella Giandelli, restituisce visivamente il senso di questa scelta: un gruppo di ragazzi nascosto dietro una parete vegetale, energia che cresce e spinge verso un altrove possibile.
Il Salone continua così a muoversi su un equilibrio delicato: grande macchina culturale e luogo di incontro reale, spazio commerciale e laboratorio di idee. Torino, per cinque giorni, torna a essere una città che legge e discute, provando, ancora una volta, a immaginare il mondo che verrà.

Dalla tribou di Zazibou