“Sorellanza” di Martina Miccichè: un manifesto radicale che unisce le lotte e rompe i confini del vivente

LibriAprile 14, 2026

Quello dell’8 aprile è stato un giorno positivo per l’editoria italiana e per tutti i lettori: è arrivato in libreria “Sorellanza” di Martina Miccichè, un testo che si colloca con decisione nel dibattito contemporaneo su disuguaglianze, diritti e forme di convivenza. Un manifesto transfemminista e antispecista che prova a tenere insieme piani spesso trattati separatamente, mostrando una struttura comune nelle dinamiche di dominio. Più che offrire risposte definitive, il libro apre un campo e parte da una domanda netta: le oppressioni che attraversano le vite, umane e non umane, condividono una stessa matrice? Da qui si sviluppa una riflessione che mette in relazione contesti diversi: gli allevamenti intensivi, gli spazi domestici segnati dalla violenza, gli scenari globali attraversati da crisi economiche e ambientali. Il punto di convergenza si trova nella costruzione di gerarchie che stabiliscono chi può vivere pienamente e chi viene considerato sacrificabile.

Miccichè lavora su questo terreno con uno sguardo che unisce analisi politica e racconto. I luoghi della costrizione, quali allevamenti, zoo, prigioni, diventano dispositivi per leggere il presente, attraversati da dati, testimonianze e osservazioni dirette. In questo quadro, la disumanizzazione non appare come un eccesso linguistico ma come un meccanismo strutturale che agisce sulle identità femminili, queer e razzializzate, spesso raccontate con un lessico che le avvicina al mondo animale.

Il cuore del libro si trova nella proposta di un’alleanza che supera i confini tradizionali. “Sorellanza” immagina forme di relazione tra soggettività diverse, capaci di riconoscersi e agire insieme. Non si tratta solo di denuncia, ma di costruzione: collettivi, rifugi, spazi liberati diventano esempi concreti di una pratica politica che mette al centro la condivisione della libertà.

Autrice già nota per lavori come “Femminismo di periferia” e “Realismo patriarcale”, Miccichè porta qui a maturazione una ricerca che intreccia giornalismo, attivismo e teoria. La scrittura mantiene una tensione costante tra urgenza e visione, evitando astrazioni e restando ancorata alle esperienze.

“Sorellanza” si inserisce in una stagione editoriale in cui il pensiero transfemminista amplia il proprio raggio, dialogando con le questioni ambientali e con il tema dei diritti degli animali. Il risultato è un testo che invita a riconsiderare le categorie con cui si leggono le relazioni di potere e a immaginare nuove forme di convivenza.

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