Recensione del libro La somiglianza di Gisella Modica

LibriGennaio 16, 2026

Con l’autrice ho condiviso un tratto di strada a Palermo. Abbiamo scritto sugli stessi giornali, respirato la stessa aria irrequieta, abitato – ciascuna a modo proprio – una città che non concede mai una sola versione di sé. Forse è anche per questo che La somiglianza mi colpisce subito, prima ancora di cominciare davvero: già nella dedica, «A Fifì, che non ho mai conosciuto», capisco che non sarà un romanzo accomodante. È una partenza in levare, una dichiarazione di metodo: si partirà da una mancanza, da un’assenza, da un nome che è più un’eco che una presenza. Da lì prende forma una ricerca che passa attraverso i frammenti del DNA, i ricordi ereditati, le proiezioni familiari. Ma come si indaga una somiglianza? E soprattutto: che responsabilità comporta?

Il libro lo dice con chiarezza, in uno dei suoi passaggi più intensi:
 «Deporre le armi è forse una via d’uscita dal labirinto di specchi dentro cui mi sento prigioniera? Un invito alla riconciliazione quindi… O all’assunzione di responsabilità? Forse ad entrambe.»
La scrittura qui non consola, non pacifica. È un gesto rischioso. Usare la penna, dice il testo, non è mai neutro: anche la scrittura può diventare un’arma, può tornare indietro, un boomerang. E infatti La somiglianza è proprio questo: un boomerang affascinante, lanciato con lucidità, che costringe chi scrive – e chi legge – a restare esposto, senza difese.

Nel testo edito da Iacobelli, la protagonista, Amalia, è ossessionata dal nonno, la cui presenza le appare come un’ombra inquietante. Alla morte della madre scopre il suo diario, che racconta l’amore e la vita vissuta con il padre. Amalia comprende che per liberarsi dall’incubo deve proseguire la storia iniziata dalla madre: attraverso la scrittura svelerà la vera natura del nonno e la verità nascosta.

Dentro questa indagine identitaria, suddivisa in quattro movimenti, entrano anche i luoghi della memoria, che non sono mai semplici scenografie ma corpi vivi, feriti, scomparsi. Borgo De Spuches, in particolare, è il cuore fantasma del libro: «Nostalgia di un luogo che tutto questo universo favoloso racchiudeva, e dove adesso non c’è più niente». Un luogo morto? Con le sue due soglie, gli archi. O un luogo che continua a vivere proprio perché interrogato, messo in discussione, riportato alla luce? Le stesse domande attraversano la postfazione di Maria Rosa Cutrufelli, quando scrive: «Perché, ad esempio, la madre dice alla bambina “Somigli a tuo nonno”? Cosa ha fatto per somigliargli? E chi era questo nonno dal nome altisonante e insieme tenero, questo don Fifì?»

Una Presenza un’ombra , che riemerge e si fa sentire nonostante l’impegno. “Partecipo a fiaccolate, presidi, scioperi della fame, assemblee,  veglie funebri, cerchi del silenzio. Sciorino lenzuoli ai balconi. Mi appunto al petto il piattino giallo ho fame di giustizia/ digiuno contro la mafia. Leggo in pubblico Antigone. Intreccio mani con sconosciuti. Appendo pensieri contro la mafia all’albero di Falcone. Innalzo striscioni coi nomi delle vittime: non sono morti invano.  La sera mi butto sul letto sfinita e l’ultimo pensiero va all’ombra.  Non tornerà. Sarà sfinita anche lei.”

Nel passaggio della soglia dell’arco il borgo smette di essere un luogo e diventa una linea di confine. Attraversarla significa entrare in uno spazio dove il tempo non è ordinato, ma stratificato, e l’identità non è ancora separabile dall’origine. L’arco delimita ciò che è stato tramandato senza spiegazioni: un’appartenenza che precede la coscienza. Da quel punto in poi, il libro mostra che non si può guardare la propria storia restando fuori.

La risposta non è mai definitiva, e forse non deve esserlo. La somiglianza non cerca assoluzioni né condanne, ma scava. E scopriremo leggendo che, a volte, l’unico modo per non restare prigionieri del labirinto è attraversarlo fino in fondo, anche con la fantasia, accettando che la verità, come i boomerang, non torna mai esattamente come l’abbiamo lanciata, ma può lo stesso sorprenderci.

Loading Next Post...
Follow
Sign In/Sign Up Sidebar Search
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...