
Io morirò così. Maniaca ipocondriaca.
Canta così Olivia XX, e subito la sua voce si fa manifesto di una generazione che alterna l’ansia alla leggerezza, il panico al sorriso. “Maniaca Ipocondriaca” è il nuovo singolo della cantautrice laziale, pubblicato da Musa Factory (Ed Emmekappa) e distribuito da Believe, disponibile dal 31 ottobre su tutte le piattaforme digitali e in radio. Un brano che suona come una confessione pubblica, un piccolo rito collettivo di esorcismo e consapevolezza, condito da ironia e autoanalisi.
L’incipit è già una dichiarazione di poetica:
“E vi saluto a tutti mi sento piena d’aria,
non li so fare i rutti, quindi morirò così.”
Una frase che fa sorridere e insieme commuove, perché dentro l’assurdo e il grottesco si nasconde la paura più umana: quella di morire, di ammalarsi, di perdere chi si ama. Olivia XX racconta così la genesi del brano:
“Sembrava un infarto e invece era reflusso. Ho scritto Maniaca Ipocondriaca dopo che si è sentita male mia madre e, per la prima volta nella mia vita, mi ha preso a cazzotti in faccia la verità che i miei genitori non sono eterni e che io sono adulta. Nonostante il risvolto fantozziano della faccenda, perché mia madre è stata un mese in cardiologia per il reflusso, ho iniziato ad avere tutti i sintomi di tutte le malattie esistenti, ai quali sono seguiti attacchi di panico, tachicardia improvvisa e poi la rassegnazione al fatto che sarei morta da un momento all’altro. L’unico modo per uscirne, oltre la psicoterapia, è stato esorcizzare con un black humor tendente al viola. Questa canzone l’ho scritta per me e per chi almeno una volta ha cercato su Google ‘formicolio al braccio destro’.”
Maniaca Ipocondriaca è un brano elettro-acustico sfacciatamente pop, ma nel senso più nobile del termine: popolare, immediato, capace di parlare a chiunque abbia mai avuto paura del proprio corpo o dei pensieri che ci abitano. La scrittura di Olivia XX è diretta, lucida, affilata eppure empatica. Con un tono ironico ma mai superficiale, riesce a trasformare la fragilità in materia viva, in qualcosa che si può condividere e cantare. Il risultato è un racconto sonoro che suona come una pagina di diario musicale, sospesa tra la realtà clinica e la fantasia, tra la rassegnazione e la voglia di ridere per restare vivi.
Olivia XX nasce a Civita Castellana, “una cittadina del Viterbese piena di bar e centri di manicure”, come lei stessa racconta con la sua consueta ironia: “i bar della mia città mi hanno fatto venire voglia di scrivere canzoni, i centri di manicure al posto dei cinema e dei teatri, mi hanno fatto venire voglia di cantarle altrove.”
Dopo gli inizi nella scena romana, Olivia pubblica il suo primo album, scrive per Fiorella Mannoia (Solo una figlia, brano incluso in Padroni di niente, 2020) e duetta con lei all’Auditorium Parco della Musica. Con la stessa canzone vince il Premio del Pubblico di Voci per la Libertà – Amnesty International 2021 e viene invitata nel programma La versione di Fiorella su Rai 3.
Nel 2022 pubblica il disco d’esordio XX, che segna l’inizio del suo percorso discografico, e nel frattempo si fa notare nei principali concorsi nazionali: finalista al Premio Fabrizio De André 2024, menzione speciale “Musica contro le mafie” a Music for Change 2022, ospite a Casa Sanremo nel 2023 con il brano Bonus Libertà.
Cantautrice “esistenzialista e relativista”, come ama definirsi, Olivia XX è una voce nuova della scena italiana capace di mescolare leggerezza e profondità, disincanto e poesia. Oggi vive a Terni, “una città che non piace ai ternani ma a me sì”, e continua a scrivere canzoni che parlano di quello spazio fragile tra paura e autoironia, dove la musica diventa terapia, e la vita, anche nelle sue ossessioni più assurde, torna a essere un gioco serio.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.