
Morama nasce dall’incontro tra due percorsi diversi. Da una parte la formazione accademica, dall’altra la ricerca sonora legata ai linguaggi elettronici. Il duo, fondato nel 2022 da Johanna Noa e Paolo De Santis, prende forma tra le aule del Conservatorio Giuseppe Verdi di Como, ma si sviluppa soprattutto fuori da quel contesto. Milano e Londra diventano i punti di riferimento per costruire un’identità più libera. Qui il progetto si definisce attraverso una scrittura che tiene insieme precisione e sperimentazione, senza restare legata a un solo ambito.
Il tratto distintivo dei Morama sta nella trasformazione del violoncello. Non resta sullo sfondo, ma diventa parte centrale del suono, lavorato, distorto e integrato con i sintetizzatori. Il risultato è un pop contemporaneo che mantiene una struttura accessibile ma si apre a influenze diverse. Nelle produzioni si ritrovano richiami all’approccio armonico di Jacob Collier, alla scrittura vocale di Billie Eilish e Raye, insieme a una sensibilità elettronica vicina a MACE, okgiorgio e Venerus.
Dopo i primi brani in inglese, il duo sceglie l’italiano per una comunicazione più diretta. I live contribuiscono a costruire un pubblico attento. L’esibizione per Sofar Sounds Milan nel 2023 supera le 60.000 visualizzazioni e porta nuove occasioni. Arrivano i concerti in spazi come Arci Bellezza e Biko, fino all’apertura per Bluem al BriUp Festival. Il percorso viene riconosciuto anche da diverse selezioni in contest nazionali, tra cui MusicForChange, MArteLive, Sannolo, Palchi Belli x Rockit e M4NG.
Dopo il concept album NOSTOS, centrato su identità e paure, i Morama presentano “Vivo”, primo singolo che anticipa il nuovo EP previsto per l’autunno 2026. Il brano introduce un cambio di direzione. Il suono si muove verso un’estetica UK garage, con ritmi dinamici e una costruzione stratificata. Le voci, spesso accelerate, creano un effetto di sospensione, mentre sample di chitarra e inserti vocali contribuiscono a un’atmosfera più aperta.
“Vivo” nasce da un’idea precisa: restare in movimento. Il testo riduce gli elementi al minimo e lavora su immagini dirette. Occhi, sogni, orizzonte diventano punti di riferimento che guidano il racconto. Un passaggio in tedesco introduce una dimensione più personale, quasi cinematografica, che amplia lo spazio del brano. Il tema non riguarda più la definizione di sé, ma la direzione da prendere. “Vivo” segna l’inizio di una nuova fase per i Morama. Il progetto continua a evolversi, mantenendo coerenza con il percorso già costruito ma aprendo nuove possibilità sonore e tematiche.

Dalla tribou di Zazibou