
Ritagli, carte veline, manifesti lacerati, trame consumate dal tempo e dall’uso. È da ciò che resta, che sopravvive al consumo, che si genera la bellezza vulnerabile delle opere di Efrem Barrotta. Una bellezza senza bussola, in cui le forme non si lasciano contenere da categorie, regole o confini. Figure totemiche, a metà tra visione mitologica e autoritratto emotivo, emergono da una stratificazione di materiali poveri: frammenti di carta, cartone, acrilici, parole spezzate. È da questa materia residua che affiorano paesaggi interiori mai davvero addomesticabili.
Il progetto espositivo si intitola TOTEM, ma non è una mostra. O meglio, non ancora. È un prologo, un avvicinamento, un tempo di preparazione che trova spazio — e risonanza — tra gli oggetti di design di TondaDesign, nel cuore del centro storico di Lecce. Un inserimento organico, quasi spontaneo, come se queste presenze simboliche e leggere si fossero posate da sé, scegliendo il luogo più adatto a farsi ascoltare.
Le opere di Efrem Barrotta, artista e creativo d’eccellenza del territorio, parlano senza clamore. Usano materiali silenziosi, minimi, ma carichi di vissuto. Lavorano sulla soglia tra umano e arcaico, sogno e rovina, parola e gesto. Si ergono, potenti e fragili, come emblemi di un’esistenza in continua trasformazione, sempre in cerca di significato.
L’appuntamento per questo primo incontro con TOTEM è per domenica 22 giugno alle ore 19.00, presso TondaDesign in via Palmieri 20, a Lecce.
Non una mostra, ma l’inizio di un attraversamento.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.