
C’è una voce nuova nell’aria, ed è quella di Dylan Cat, cantautore esordiente ma già sorprendentemente definito, che fa il suo ingresso sulla scena musicale con Radio Dimensione Soft, disponibile dal 7 maggio. È il primo assaggio di un progetto più ampio – l’album vol.1 atteso per l’autunno – e, al tempo stesso, la traccia perfetta per presentarci l’universo sfaccettato e imprevedibile del suo autore.
Radio Dimensione Soft, che nel titolo gioca con le suggestioni delle radio notturne e delle trasmissioni vintage, è un brano dolce, malinconico e sognante, ma anche animato da un’ironia sottile e da una struttura musicale che sfugge alle regole. Ritmi swing, cambi di metro, inserti lo-fi e percussioni sfumate compongono una tessitura sonora che si fa carezza e sorpresa, evocando atmosfere da tardi pensieri, quelli che arrivano quando il giorno si è spento e si resta ad ascoltare la propria voce interiore.
La canzone oscilla tra parlato e cantato, ricordando per attitudine e timbro giganti dimenticati come Fred Buscaglione e Pino D’Angiò – due nomi a cui Dylan Cat guarda con dichiarata ispirazione. Ma a renderla ancora più interessante è la sua leggerezza profonda: RDS si muove sul filo della nostalgia e della parodia, come una lettera non spedita trovata in fondo a un cassetto.
«È un’intro», dice Dylan, «è come assaggiare la pasta prima di scolarla. E a nessuno converrebbe mai fermarsi quando è ora di mettere il sugo.» Una dichiarazione che rivela tutta la poetica di questo debutto: disarmante, sincera, e sorprendentemente concreta. Radio Dimensione Soft è solo il primo passo, ma già promette un percorso narrativo ricco, tutto da seguire canzone dopo canzone.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.