
Armando Perna_The Twilight World, 2013-2018_Cortesia l’artista
VOGA Art Project inaugura la programmazione 2025 con CEMENTO, una mostra bipersonale di Fabrizio Bellomo e Armando Perna, a Bari dal 18 aprile al 28 giugno. Un’indagine visiva che attraversa Mediterraneo e architettura contemporanea, interrogando il cemento come rovina e promessa, residuo di utopie moderniste e traccia viva di fragilità strutturali.
Il cemento, simbolo di una modernità mai del tutto realizzata, si fa materia porosa e vulnerabile, attraversata da tensioni e attese. Nella mostra, il cemento non è solo superficie di fallimento, ma dispositivo ideologico e simbolico, capace di riattivarsi attraverso sguardi minimi e gesti quotidiani. Tra architetture sospese e paesaggi non-finito, si delineano narrazioni mobili e stratificate, dove il cemento diventa sintomo di temporalità spezzate e promesse non mantenute.
La materia instabile della precarietà
Dalla Calabria, i lavori Presente Infinito (2015 – in corso) di Perna e Nziembru (2024) di Bellomo si intrecciano nel racconto di un paesaggio fragile e vivo. Perna legge la Calabria come “paesaggio interiore”, una geografia di lentezze e fratture in cui il cemento è soglia tra permanenza e sparizione. Bellomo racconta il Sud come corpo vivo e permeabile, in cui il cemento diventa spazio ancora capace di ospitare possibilità. I due artisti costruiscono una narrazione comune in cui la precarietà si trasforma in gesto resistente.
Paesaggi riflessi tra Albania e Libano
Più a est e a sud, tra Albania e Libano, le immagini raccolte dagli artisti sembrano riflettersi: tra resti architettonici e abitazioni precarie, il cemento non divide più costruzione e rovina, ma li tiene insieme, come se abitare e crollare fossero aspetti dello stesso stato di precarietà. In Twilight World (2013 – 2018), Perna fotografa Beirut e il campo di Shatila come spazi compressi in cui il cemento diventa pelle esposta e memoria viva. In Ksamil (2009), Bellomo documenta edifici abusivi lungo la costa albanese, scheletri architettonici riabitati, segni di una permanenza irregolare.
Rovina e possibilità
In CEMENTO, il cemento non crolla: muta, si trasforma, assorbe crisi e narrazioni nuove. Il dialogo tra le opere non descrive ma scava, mettendo in tensione rovina e possibilità. Tra Calabria, Albania e Libano, ciò che resta non è solo rovina, ma una condizione vivente da cui ripensare il costruire, l’abitare, il tempo.
La mostra, ospitata presso VOGA Art Project in Via Francesco Curzio dei Mille 58, Bari, sarà visitabile fino al 28 giugno 2025.
Gli artisti
Fabrizio Bellomo, nato a Bari nel 1982, ha partecipato alla 16ma Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia e ha recentemente esposto alla Fondazione Elpis di Milano. Armando Perna, fotografo documentario, esplora la Calabria come paesaggio interiore e il Libano come spazio di marginalità. Insieme, raccontano un cemento che non è mai solo materia, ma narrazione aperta e resistente.
VOGA Art Project
VOGA è un’organizzazione no profit a Bari dedicata alla ricerca artistica contemporanea, con un’identità aperta e orizzontale. Dal 2021 propone mostre e laboratori, ponendosi come punto di riferimento per l’arte contemporanea nel Mediterraneo.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.