
La creazione che diventa racconto e relazione: una scelta audace quella di Francesca Veneziano che con “Amatevi gli uni sugli altri – La Genesi Off”, pubblicato da BesaMuci, ritorna alle origini rileggendo uno dei testi fondativi della tradizione occidentale e lo trasforma in una narrazione ironica che abbraccia sia il corpo che il linguaggio.
Il libro segue Adamo nei suoi primi giorni in un mondo in formazione, già popolato da animali e da un ordine ancora instabile. L’uomo sperimenta la solitudine e la trasforma in azione: inventa gesti, costruisce piccoli rituali, organizza forme di spettacolo rivolte a un pubblico che osserva e reagisce. Qui la relazione con il proprio corpo diventa centrale, così come il bisogno di riconoscimento e condivisione. In questa fase iniziale si delinea una figura che oscilla tra ingenuità e consapevolezza, impegnata a dare forma a un’esistenza ancora priva di coordinate. Un Adamo a tratti buffo, seppur “rivoluzionario” che sente il bisogno primordiale di esplorare il proprio corpo.

Ma l’arrivo di Eva introduce un cambiamento decisivo. La dinamica si apre al dialogo, il desiderio assume una dimensione condivisa, la relazione tra i due costruisce un nuovo equilibrio. La narrazione segue così il loro incontro, il gioco delle scoperte reciproche, la nascita di un linguaggio comune fatto di una nuova, viziosa gestualità, ma anche di parole e tentativi. Ma come la “storia” insegna, intorno a loro si muove il serpente, presenza che interviene sugli equilibri e alimenta tensioni legate alla comunità e al potere. Un serpente non cattivo, ma egli stesso spettatore critico che fa sì che il mondo si organizzi sempre più attorno a relazioni che si ridefiniscono continuamente, tra attrazione, conflitto e trasformazione.
La riscrittura della Genesi in questa chiave prende dunque posizione: Dio appare come figura distante, impegnata in attività quotidiane e invenzioni marginali, mentre la dimensione umana si costruisce attraverso esperienze dirette, errori, slanci e cadute. La forza di Francesca Veneziano sta proprio nell’aver immaginato un racconto si sviluppa con un andamento dinamico, alternando registri e situazioni che oscillano tra comicità e intensità. Alcuni passaggi evocano una dimensione teatrale, con personaggi che agiscono come attori all’interno di una scena in continuo movimento. Una scrittura che pone un quesito latente attorno alle riflessioni del sé e di tutto quello che ne è scaturito.
Il libro segna l’esordio narrativo di Francesca Veneziano presentandosi da subito come audace e originale, con una scrittura che unisce il sacro e il quotidiano, ma anche il comico e il filosofico. Ed è proprio il linguaggio la materia prima che sostiene l’intera costruzione, guidando il lettore attraverso una narrazione che procede per immagini e variazioni, mantenendo costantemente una forte coerenza interna.
Con la prefazione di Emilio Solfrizzi, Amatevi gli uni sugli altri offre uno sguardo laterale sulla creazione, su chi siamo ma soprattutto su chi siano diventati. Ma più di ogni altra cosa, amplia il campo della narrativa contemporanea, offrendo una rilettura fresca, inaspettata e lontana da ogni forma di approcci tradizionali. Finalmente.

Dalla tribou di Zazibou