
È morto Mario Vargas Llosa, Premio Nobel per la Letteratura, una delle voci più potenti e riconoscibili del boom latinoamericano. Con romanzi come La città e i cani e Conversazione nella “Catedral”, ha raccontato il Perù e il mondo con uno sguardo che non faceva sconti: appassionato, tagliente, profondamente umano.
Il suo ritratto più vivace — e forse più dissacrante — si ritrova anche in I giganti di Jaime Bayly, romanzo ispirato a un episodio entrato nella leggenda: il pugno che Vargas Llosa sferrò a Gabriel García Márquez nel 1976. Tra realtà e invenzione, Bayly ripercorre amicizie, rotture e successi, offrendo uno spaccato ironico e affettuoso di un’intera generazione di scrittori che ha cambiato per sempre la letteratura.
Con Vargas Llosa se ne va un pezzo di quel tempo irripetibile, fatto di talento, coraggio e storie che ancora oggi non smettono di parlarci.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.